L’allegria della musica alpina, tra corno, piva e ghironda

Recentemente nella valle del Cervino svizzero si è svolto il più grande concerto di corno alpino più imponente del mondo: una suonata da record visto che ha impegnato più di 500 suonatori che, vestiti con il tradizionale abbigliamento da “local” elvetico, hanno suonato un brano folk appositamente composto per il Guinness dei Primati. Il concerto si è svolto a più di 3 mila metri. Il precedente record conquistato nel 2009 da 366 musicisti. Il corno delle Alpi è il tipico strumento musicale delle montagne svizzere, lungo fino a quattro metri, ed impugnato nella tipica posizione che vediamo anche nelle pubblicità delle caramelle alle erbe. Il corno appoggia a terra con il suonatore in piedi a soffiare nell’imboccatura. Anticamente questo strano strumento veniva usato per intontire gli animali con il suo suono profondo.

Per secoli il corno era usato dai pastori dell’arco alpino come mezzo di richiamo o per comunicare da un’alpe all’altra. Nei secoli XVIII e XIX è stato rivalutato dai compositori ed inserito in celebri opere musicali, da Haydn, Beethoven, Berlioz.
Il corno è costruito in legno di abete. Il numero di suoni naturali prodotto è limitato, circa una quindicina, ottenuti dalla pressione delle labbra sul bocchino e dalla emissione dosata del fiato.

Ma la tradizione musicale di montagna è ricca di strumenti musicali particolari che raramente trovano spazio in una orchestra o in un concerto. Gli strumenti sono principalmente a fiato o a corda, non necessariamente semplici come uno zufolo o un flauto di legno.

Sulle montagne si suonavano si le ocarine di terracotta, ma anche la piva, o musa, una sorta di zampogna tipica delle Alpi piemontesi, ma non solo. Senza nulla togliere ai suonatori in kilt, è più o meno come una cornamusa. E poi c’è la ghironda, l’organetto diatonico, il mandolino, il bassetto, e varie percussioni etniche, tra cui anche alcuni tipi di zucche cave.

Con questi strumenti si suonano balli da sala come tra cui valzer, paris, polche, mazurche e canzoni popolari. Dal Piemonte al Friuli, passando per l’Appennino di Piacenza o Bologna esistono molte band che si dedicano con passione e successo alla riscoperta della musica folkloristica di montagna.

La Ghironda

E’ forse lo strumento musicale più affascinante: ha origini medievali e con il tempo è sicuramente cambiato di aspetto e di suono. Sembra un mandolino ma si suona in modo diverso. assomiglia per certi versi a un violino, ma non ha l’archetto. E’ un cordofono, emette suoni dallo sfregamento di una ruota di legno sulle corde, azionata da una manovella. Contemporaneamente si produce l’armonia e quel ronzio continuo, caratteristica dello strumento. E’ uno strumento di accompagnamento molto complesso, ma affascinante.

Foto dwebber

 

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