Settimane bianche

Cervino in pericolo? Infiltrazioni e clima lo stanno spaccando lentamente

Aiuto, il Cervino soffre le infiltrazioni. Secondo uno studio dell’Università di Zurigo i cambiamenti climatici di questi decenni sono più gravi del previsto. L’innalzamento termico non solo farebbe sciogliere i ghiacciai e le nevi perenni, ma avrebbero anche provocato fratture tra il granito, così profonde da preoccupare i geologi. In queste faglie le infiltrazioni di acqua stanno scavando sempre di più la roccia, mettendo in serio pericolo la conformazione della montagna. A seconda della stagione e della temperatura, le “ferite” si aprono e si chiudono, lasciando entrare l’acqua. Ma questo movimento continuo provocherebbe danni irreparabili, fino alla rottura definitiva della roccia.

Che si debba aspettare di veder franare il Cervino, prima di chiedersi fino a che punto l’uomo possa spingersi prima di correre ai ripari?

Gli scienziati continuano a tenere sott’occhio la montagna, soprattutto dopo la grossa frana del 2003,  avvenuta sul versante italiano a 3800 metri di altitudine. Da quel momento il Cervino è divenuto un osservato speciale sia da parte dei ricercatori svizzeri che da quelli italiani, grazie ad un sistema di monitoraggio ambientale gestito dall’ARPA della Valle d’Aosta.

Da quel momento gli svizzeri non l’hanno mai più perso di vista, finanziando ricerche e progetti per una sorta di messa in sicurezza della vetta. Sul fronte italiano, però, non sembra che ci sia la stessa premura per uno dei simboli naturali delle Alpi.

I ricercatori non vogliono comunque allarmare la gente. una disgregazione totale del Cervino è molto remota, o almeno se ne parlerà tra moltissimi anni, visto che faglie ed infiltrazioni sono, per ora, importanti solo per i geologi. le frane, però, potrebbero aumentare, con rischi per gli scalatori e non solo.

Ma la guardia deve giustamente rimanere alta e parlare del Cervino come un “malato” da curare può servire a sensibilizzare maggiormente sul cambiamento climatico che, soprattutto in montagna si fa sentire.

Mappa in 3D del Cervino

Il Politecnico di Losanna ha terminato la mappatura tridimensionale della “Piramide delle Alpi” grazie a quattro piccolissimi droni, aerei senza pilota che hanno scattato foto ad altissima risoluzione. Il progetto è stato presentato alla Drone and Aerial Robots Conference di New York come uno dei migliori progetti su cui stavano lavorando gli studiosi dell’Ecole polytechnique fédérale di Losanna (Epfl).

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Ecco come hanno fatto:

http://www.youtube.com/watch?v=NuZUSe87miY