Settimane bianche

Sciare a Siviez

Poco sopra Nendaz, affacciato sulla maestosa Valle del Rodano, si trova Siviez, che fa parte del comprensorio Les 4 Vallées insieme a Verbier, Veysonnaz, la stessa Nendaz, Thyon e La Tzoumaz. Si tratta di uno dei comprensori più grandi d’Europa e una delle principali ski area di tutta la Svizzera, con 412 chilometri di piste.

In particolare, a Siviez prendono il via tre seggiovie tutte dirette in direzioni diverse; da una parte una quadriposto mette in collegamento la ski area con una articolata serie di impianti fino a Veysonnaz, dall’altra parte gli impianti risalgono la montagna in direzione di Nendaz e nella terza direzione si segue il corso della valle fino a Verbier, a sua volta punto di partenza per il Col des Gentianes e per il Mont Fort.

Dei 412 chilometri di piste che compongono questo vasto comprensorio, il 41% è formato da piste blu, il 54% da piste rosse e il 5% da piste nere; si tratta quindi di un comprensorio perfetto per le famiglie che ricercano tranquillità, splendidi panorami e la possibilità di sperimentare itinerari sempre nuovi. In totale le piste sono 86 e gli impianti di risalita 91, divisi in 16 cabinovie, tre seggiovie a sei posti, 4 seggiovie a quattro posti, quattro seggiovie a quattro posti con ammorsamento automatico, tre seggiovie a tre posti, 7 seggiovie a due posti e ben 54 skilift. In più c’è anche uno snowpark e la stagione va dai primi di dicembre fino ad aprile. Qui tra le attrattive migliori, oltre alla bellezza delle piste, c’è il paesaggio del Vallese francofono: si può vedere il Monte Bianco ma anche il Gran Combin, le Alpi Vallesi (a poca distanza si trova Sion, il capoluogo della regione) e quelle Bernesi. In particolare è da segnalare il Mont Fort, vetta più alta dell’area con 3330 metri, accessibile da Nendaz o da Verbier. Tra le discese più belle del comprensorio sono sicuramente da segnalare quelle di Mont Gelé e Gentianes, poi le gobbe di Tortin e la lunghissima discesa di Les Attelas, che dopo 10 chilometri conduce fino a Verbier; da non dimenticare poi a Veysonnaz la tecnica “Piste de l’Ours“.