Oslo favorita per le Olimpiadi invernali 2022

I norvegesi lo fanno meglio. Che cosa? Organizzare le Olimpiadi Invernali. In attesa dei giochi di Sochi 2014 che per ora sono considerate le più costose di tutti i tempi, sembra proprio che l’edizione norvegese di Lillehammer del 1994 sia rimasta nei cuori delle nazioni partecipanti per la perfetta organizzazione ed accoglienza preparata in Scandinavia.

Forse è anche per il bel ricordo lasciato che la Norvegia è la favorita per ospitare le prossime Olimpiadi Invernali. dopo tante candidature fantasiose e spettacolari, forse solo per un po’ di pubblicità gratuita, il 31 luglio 2015 il Comitato Olimpico deciderà a chi affidare la gestione dell’edizione che si disputerà nel 2022. A metà novembre di quest’anno scadranno i termini per presentare le candidature ufficiali, e Oslo, capitale della Norvegia, sembra in pole position.

Lo dicono gli addetti ai lavori che hanno individuato in quella città il candidato più forte, soprattutto per la tradizione sciistica e la presenza di infrastrutture e piste internazionali ampiamente conosciute e collaudate. Attorno al trampolino di Holmenkollen, per esempio, può radunare attorno a sé 120.000 spettatori.

Monaco di Baviera potrebbe “impensierire” Oslo, ma è probabile che la città tedesca voglia puntare sulle Olimpiadi estive, ed eventualmente riproporsi per i giochi invernali tra qualche anno. Considerati già out gli Stati Uniti, e la Polonia con un’improbabile Zakopane. Qualche carta giocabile potrebbe avercela l’Ucraina e la Slovacchia, ma alla fine Oslo dovrebbe spuntarla. 

Nel 2018 le Olimpiadi invernali si disputeranno in Corea del Sud, a Pyeong Chan.

Lillehammer ’94

Per gli Azzurri quella norvegese fu una grande olimpiade invernale. L’Italia conquistò 7 d’oro, 5 d’argento e 8 di bronzo. 20 podi che valsero il quarto posto assoluto nel medagliere, dopo Russia, Norvegia e Germania, per numero di medaglie vinte in quella edizione.

In quell’Olimpiade furono tanti gli atleti azzurri, protagonisti primari delle gare. Tra tutti Manuela Di Centa, dominatrice del fondo femminile. Va a medaglia in tutte e cinque le gare, ottenendo due ori, due argenti e un bronzo. Fu ‘atleta di quel momento, insieme agli altri fondisti Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner  che conquistarono a sorpresa l’oro nella 4 x 10 km maschile di sci di fondo, battendo allo sprint la favorita squadra norvegese, di fronte al pubblico di casa.  Gli italiani non erano favoriti, ma riuscirono ad imporsi in maniera superba, di fronte a 100 mila persone che rimasero ammutolite.