Passeggia sulle vette del Mondo: “Ma mai più sull’Himalaya”

16 ore e 9 minuti. Ripetiamo: poco più di quindici ore, neppure un giorno intero per concludere una delle scalate più impegnative d’Europa, l’integrale di Peuterey sul Monte Bianco. Gli scalatori normali ci impiegano giorni, due o tre. Gli scalatori provetti e super esperti ci impiegano 28 ore. Ueli Steck ci ha impiegato 16 ore e 9 minuti per 1000 metri di attacco, 4500 di salita e 3800 metri di discesa. Sbalorditivo.

Il percorso è molto impegnativo se non ti chiami Ueli. si parte dalla Val Veny fino su alla Aiguille Noire de Peuterey, per poi scendere dalla parete Nord Ovest alla Breche sud delle Dames Ainglaises. Sulle montagne Steck corre, poi scala, poi ancora corre al Peuterey, poi calate in corda doppia nel canale che porta alle Dames Anglaises.

Poco prima delle 3 del pomeriggio Steck era sul Monte Bianco di Courmayeur.

Ueli Steck è nato a Langnau im Emmental il 4 ottobre 1976. Prima di darsi all’alpinismo e alle arrampicate record ha iniziato con l’hockey sul ghiaccio. A diciotto anni era già arrivato dove molti scalatori non ce l’avevano fatta, o almeno non velocemente come lui.

Per Ueli era ancora un hobby, o meglio, una grande passione che però non gli dava da vivere. Si guadagnava la pagnotta come carpentiere. Ma con il tempo la sua fama e la sua bravura lo hanno reso indipendente. Ha stabilito record di velocità sulle pareti nord dell’Eiger, del Cervino e delle Grandes Jorasses.

L’Eeverest non ha più segreti, dopo recenti numerose salite senza ossigeno oltre gli ottomila. Ma proprio sull’Everest Steck e altri compagni ha subito una brutta disavventura che gli ha fatto dire: “non ci torneò mai più”.

“Ho perso completamente la fiducia di questa montagna”

In una delle ultime scalate nepalesi Steck, Simone Moro e John Griffith sono stati assaliti da un centinaio di sherpa infuriati che avrebbero minacciato di ucciderli, dopo una scalata che, secondo lo svizzero, non era stata gradita agli stessi sherpa, al campo base per altre spedizioni.

Foto www.uelisteck.ch