L’alpinista cieco che “sente” le montagne

Non è già semplice per chi ha tutti e cinque i sensi attivi, figuriamoci per Andy Holzer, scalatore indomito che ha girato il Mondo per conquistare le più alte vette rocciose. In Italia non ci sono Alpi, Dolomiti, Cime di Lavaredo o Marmolada che non lo abbiano visto inerpicarsi fino su, sulla punta dove arrivano i migliori. Andy è recentemente tornato dalla Turchia dove ha piantato un’altra bandierina, sull’Ararat, tra Iran e Armenia. L’austriaco non si ferma nelle imprese, ma recentemente le ha volute raccontare in un libro autobiografico. Cos’ha di particolare? Non ci vede, è cieco fin da piccolo. Nonostante il suo handicap Andy ha sempre praticato sport invernali come lo sci di fondo, mountain bike e persino il surf.

Udito, olfatto, tatto e anche il gusto, lo guidano sulle montagne che non può vedere, come un radar che ha solo bisogno delle coordinate.

Per lui è quel sesto senso che lo fa muovere e lo guida. Difficile capire cosa prova quando scala le montagne. Ma intanto ci riesce alla grande. E’ tutta una questione di testa che gli dà gli stimoli giusti per comportarsi al meglio anche nelle situazioni più estreme. Ogni roccia, dice, ha un suo odore e le mani “prevedono” il percorso. Anche l’udito ha la sua importanza. Non è lo stesso che scalare con gli occhi chiusi, beninteso.

Le sue imprese sono da esempio per tutti, in particolar modo per chi ha deficit fisici come lui che non vivono la vita a pieno, nella consapevolezza della diversità, ma consapevolmente e felicemente. Nella vita come in una scalata bisogna anche sapere quando è il momento di chiedere aiuto senza vergognarsi dei propri limiti. Andy lo fa quando davanti ad una parete si trova disorientato. così i compagni di cordata prendono il comando e lo aiutano ad uscire dall’impasse. Così è la vita, in montagna come in città. Non sempre ce la possiamo cavare da soli.

Andy Holzer non è solo un grande atleta, ma è soprattutto una persona straordinaria che sa infondere positività alla gente che lo circonda, sebbene i momenti di sconforto, come a tutti, non gli manchino.

Così lo scalatore cieco, come tranquillamente si definisce, prosegue nelle sue avventure e gira il mondo per far conoscere la sua storia fatta di passione, fatica, sacrifici. E voglia di vivere, ascoltando le montagne.

Foto www.andyholzer.com