Poche volte si può dire di sciare avendo il mare all’orizzonte come panorama. A poco più di 1.000 metri sul livello del mare si trova la piccola stazione sciistica di Laceno, in provincia di Avellino, nella zona dell’Irpinia: e da qui, visto che la vetta più alta dell’altipiano è affacciata sul golfo di Salerno.
Per chi abita in Meridione è un’ottima possibilità di praticare le discipline sportive invernali, su circa 18 chilometri di piste battute. I faggeti e l’esposizione dell’altopiano verso nord permettono infatti alla neve di rimanere ben solida anche sotto i raggi del sole, e grazie all’escursione termica le temperature possono essere piuttosto rigide, mantenendo così il “terreno” ideale per le discese.
La stagione qui va da dicembre a marzo, ed è particolarmente popolare durante le feste di Natale e di Pasqua. Il panorama è molto bello, con il lago Laceno a poca distanza, e le piste presentano tracciati interessanti, serviti da due seggiovie biposto, 1 tapis roulant e due skilift: su tutti c’è la Nordica, una nera di cinque chilometri e mezzo che scende dal crinale ovest del monte Raiamagra, a quasi 1700 metri di quota, fino al punto più basso del comprensorio, a 1100 metri, con vedute splendide sul Golfo sottostante. La ski area è divisa in tre: la base è Stazione Laceno, a 1109 metri sul livello del mare, poi c’è l’interscambio a 1400 metri con la Stazione Settevalli e infine la Stazione Raiamagra a 1650 metri.
Laceno non è soltanto la più grande stazione sciistica dell’Italia meridionale, con innevamento programmato dapprima sviluppato solo per le parti terminali delle piste e poi esteso a tutto il resto del comprensorio, ma anche una località dove praticare sci di fondo, snowboard, snowtubing, ski-cross e ski-fox. In particolare per il fondo c’è un facile anello di due chilometri che si può comodamente raggiungere con le due seggiovie e si trova a 1670 metri d’altezza. Per i principianti c’è invece il tapis roulant e lo skilift nel parco giochi sulla neve. C’è anche un baby park, dal nome “Il fantastico mondo di Lacenò“.