Il Kazakistan vorrebbe ospitare le Olimpiadi Invernali. È stato lo stesso presidente ad aver ufficialmente dato la notizia che ha sorpreso un po’ tutti. Del grande stato caucasico si sa poco – o almeno in occidente ne sappiamo poco – a parte qualche oligarca che di passaggio si fa vedere tra Parigi e Londra, o notizie che riguardano il petrolio e gli idrocarburi di cui il paese ne è ricco.
Sentire che Almaty è pronta ad avanzare la propria disponibilità per i Giochi Olimpici Invernali ha destato stupore, soprattutto dopo aver sentito il presidente kazako affermare di essere già pronti con gli impianti. Vedremo se la candidatura sarà poi supportata dai fatti più concreti o se è solo una iniziativa pubblicitaria per far parlare di sé. Intanto i kazaki ospiteranno le universiadi, giochi olimpici universitari. Poi sui vedrà.
E dire che nelle ultime edizioni olimpiche il Kazakistan ha sempre partecipato con un nutrito numero di atleti, e ha portato a casa qualche medaglia. Nel 1994 a Lillehammer vinsero l’oro e due argenti nello sci di fondo, a Nagano salirono sul podio due volte (bronzi). Nulla Salt Lake City e a Torino. A Vancouver, un argento. I kazaki sono forti nel fondo e nel biathlon. Discreta esperienza ce l’hanno anche nel pattinaggio di velocità.
Dovremmo comunque fare l’abitudine alle ambizioni dei paesi emergenti di voler ospitare gare internazionali. D’altronde i XXIII Giochi olimpici invernali saranno a PyeongChang, nella Corea del Sud, che portano a casa un risultato internazionale dopo le Olimpiadi classiche del 1988. PyeongChang ha stravinto contro la tedesca Monaco di Baviera e Annecy in Francia. Come è tradizione, ogni città ospitante può introdurre degli sport nuovi.
A Sochi ( Olimpiadi russe del 2014) farà la sua comparsa lo snowboard, che così entrerà nell’olimpo degli sport “veri”. In Corea si pensa di introdurre lo sci alpinismo, ma non è detto che piaccia agli asiatici.
Sono tante le città interessate al grande evento invernale: da Pechino a Sarajevo, Oslo in Norvegia o Zakopane in Polonia. Monaco, invece, ci riprova per il 2022. Pure l’Alaska pensa di avere le carte in regola per il grande evento.
Pelvoux-Ecrins, in Francia, per i Giochi del 2018 si era addirittura inventata una candidatura transnazionale un po’ di comodo pur di essere presa in considerazione. L’idea era quella di utilizzare alcuni impianti già omologati di Torino 2006 come per esempio il trampolino olimpico di Pragelato e gli impianti di Cesana Torinese per lo slittino e il bob, creando questa insolita sinergia con i cugini italiani.
Nella foto, in blu, l’atleta kazako Bekzhanov Idar alle olimpiadi di Vancouver.