In Valle d’Aosta ci sono quasi 60 rifugi e bivacchi più o meno confortevoli per escursionisti ed alpinisti. In base alla loro collocazione alcuni rifugi sono indicati solo per gente esperta, altri possono ospitare intere famiglie con bambini piccoli al seguito, proprio per far vivere la montagna a tutti, indistintamente. Non è necessario essere degli scalatori provetti, basta sapersi adattare un po’ e amare la natura per decidere di scegliere una sistemazione non proprio a cinque stelle. Ma se si è arrivati fino lassù – alcuni rifugi si trovano oltre i tremila metri – non ci si aspetta certo l’Hilton… Ci sono anche i posti tappa, rifugi semplici con al massimo trenta posti letto e l’attrezzatura per cucinare, ma non il servizio di ristoro. I posti tappa sono in genere di facile accesso, e talora si trovano anche in località raggiungibili in auto. Il rifugio sito più in alto di tutti è a Gressoney La Trinitè; nella zona di Courmayeur, invece, se ne contano più di una decina.
Come si dorme
Ci sono camerate da 2 a 6 posti letto. Il sacco a pelo non è sempre necessario: soprattutto nei rifugi escursionistici, i gestori forniscono coperte e piumini e, agli ospiti che ne sono sprovvisti. Tutti i rifugi sono forniti di lenzuoli e coperte necessarie per trascorrere anche le notti più ghiacciate. I gestori sono comunque a disposizione per rendere la permanenza più confortevole possibile. Un aspetto che molti non considerano è quello dei soldi: sembra stupido ricordarlo, ma spesso non c’è il servizio bancomat, quindi partite con il contante necessario.
I rifugi
I più belli? Difficile dirlo, perché sia sul Monte Bianco, sul Cervino, o Sul Monte Rosa lo spettacolo della natura è impressionante. Il Rifugio Bonatti sul Monte Bianco sorge a 2025 m di altitudine e gode di una magnifica vista; il Torino è a 3.300, sul Colle del Gigante a metà strada tra Italia e Francia è punto di partenza per diverse mete molto amate dagli alpinisti, come il bellissimo Dente del Gigante (4.013 m), dalla silhouette inconfondibile.
Sul Gran Paradiso nella Valle di Rhêmes-Notre-Dame si arriva al rifugio Gian Federico Benevolo, partenza di molte benne camminate tra i sentieri e le mulattiere. Il “Vittorio Emanuele II” domina la Valsavarenche, e si riconosce per la forma arcuata del suo profilo in lamiera. Si arriva da da Pont, l’ultimo avamposto della valle per le automobili. Sul Monte Rosa c’è il Quintino Sella ma anche la Capanna Margherita, che, con i suoi 4.559 di quota, detiene il primato di rifugio più alto d’Europa ed è situato sulla cima della punta Gnifetti. Al rifugio-osservatorio (che al suo interno vanta anche la biblioteca più alta d’Europa!)
Il rifugio Guide del Cervino sorge sul ghiacciaio Plateau Rosà, a 3.480 metri in Valtournenche, ci si arriva anche da Zermatt, in Svizzera con gli impianti di risalita. Anche il Teodulo è uno dei principali rifugi in Valtournenche.
Il Rifugio Ottorino Mezzalama, situato in Val d’Ayas, in mezzo alle Alpi Pennine. Il rifugio è raggiungibile a piedi in 4-5 ore di cammino dalla località di Saint-Jacques (a 1689 m di quota).
Foto Mammaoca2008